Il libro

[…] cosicché l’opinione pubblica possa riconoscere che se l’Europa ha visto la luce grazie ai suoi Padri Fondatori, l’Europa dei cittadini si elabora e si fortifica, ai nostri giorni, grazie all’azione di donne creative: le Madri dell’Europa. (Prix Femmes d’Europe, Bruxelles, Maggio 1992) 

L’idea di cercare le Madri Fondatrici dell’Europa nasce dal desiderio di testimoniare che, raccontando e valorizzando le storie di queste donne, un nuovo modo di essere europei sia ancora possibile. La storia, infatti, può essere raccontata diversamente: non solo come una serie di vincitori e perdenti, di re e di battaglie, di guerre e di odio; ma anche come un alternarsi di pace, belle invenzioni, collaborazione e solidarietà tra i popoli. Ed è questo il tipo di storia che, in particolare in momenti di crisi come quello che l’Unione Europea oggi si trova ad affrontare, dovrebbe essere condivisa. 

Il libro è stato stampato dalle Edizioni di Comunità a fine gennaio 2017 e presentato durante la conferenza, tenutasi alla Sapienza il 17 febbraio 2017. 

Di seguito la recensione di Fabiana Luca  su http://www.affarinternazionali.it/rivista.asp?ID=331

Nella fase di crisi che l’Unione europea sta attraversando, il saggio di Maria Pia Di Nonno offre uno spiraglio d’ottimismo e d’idealismo: fa in breve il ‘ritratto’ di nove donne che hanno dedicato gran parte della loro vita al tentativo di realizzare un’idea diversa di Europa e la cui importanza viene invece spesso dimenticata.

Già nel volume “Per i giovani europei. Intervista a Mamma Erasmus” (2016) l’autrice aveva raccontato la storia e la personalità di Sofia Corradi, celebrata e nota affettuosamente con l’appellativo di Mamma Erasmus per il ruolo fondamentale che ebbe nell’ideazione e nel lancio del più importante progetto di scambio interuniversitario europeo, appunto l’Erasmus.

Alla base del percorso di ricerca sulle Madri Fondatrici d’Europa c’è evidentemente il tentativo di valorizzare la storia come strumento utile e necessario a rendere i cittadini europei maggiormente consapevoli della propria memoria condivisa.

Attraverso l’evocazione della vita di donne che, sessant’anni fa, intuirono la possibilità di costruire sulle macerie della seconda guerra mondiale un’Europa unita, e soprattutto migliore, la Di Nonno intende stimolare la speranza di potere raccontare anche per il futuro una storia d’Europa fatta di pace e di collaborazione, di creatività e di solidarietà tra i popoli che la costituiscono uniti da un reale sentimento di condivisione e di comunità.